Airbnb, Commissione Ue: poca chiarezza su prezzi e rimborsi

Airbnb, Commissione Ue: poca chiarezza su prezzi e rimborsi

La piattaforma per la ricerca online di abitazioni private ha tempo fino ad agosto per adeguarsi alle normative europee in materia di tutela dei consumatori

Adeguarsi alla normativa europea in materia di tutela dei consumatori ed essere più trasparente nella presentazione dei prezzi. Lo chiedono ad Airbnb la Commissione europea e l’Autorità europea per la tutela dei consumatori, che accusano il colosso californiano per la ricerca online di abitazioni private di “pratiche sleali” e minacciano di far scattare sanzioni se l’azienda non si adegua alle regole imposte dalle direttive europee.

In particolare, Airbnb deve garantire che quando è offerto un immobile al consumatore sia fornito il prezzo totale, comprese tutte le tasse e le tariffe obbligatorie applicabili, o, quando non è possibile calcolare il prezzo finale in anticipo, sia comunicato in modo chiaro che potrebbero applicarsi altri oneri addizionali. In aggiunta, dovrà indicare chiaramente se l’offerta è fatta da un privato o da un professionista, poiché cambiano le norme relative alla protezione dei consumatori.

La direttiva europea sulle clausole contrattuali abusive stabilisce che clausole e condizioni generali non devono creare un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti, a scapito del consumatore. La direttiva dispone inoltre che le clausole siano redatte in modo chiaro e comprensibile affinché il consumatore sia informato dei suoi diritti in modo altrettanto chiaro e comprensibile.

Airbnb ha tempo sino alla fine di agosto per presentare le sue proposte. Le soluzioni che proporrà per rimediare a questa situazione saranno esaminate dalla Commissione e dalle Autorità per la tutela dei consumatori dell’Ue. Se non saranno ritenute soddisfacenti, nei confronti di Airbnb potrebbe essere avviata un’azione coercitiva.

“Sempre più persone prenotano le loro vacanze online, ma la popolarità non può essere una scusa per non conformarsi alle norme Ue di tutela dei consumatori – spiega Věra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere –.  I consumatori devono capire facilmente quanto e per che cosa devono pagare quando acquistano servizi e nei loro confronti vanno applicate regole eque, ad esempio sull’annullamento dell’alloggio da parte del proprietario. Mi aspetto che Airbnb possa presentare rapidamente soluzioni adeguate”, conclude.

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