Al via It.a.cà, il festival sul turismo responsabile

Al via It.a.cà, il festival sul turismo responsabile

A Bologna dal 25 maggio, incontri, workshop, mostre, camminate per parlare di valorizzazione paesaggistica, mobilità eco e turismo slow

It.a.cà migranti e viaggiatori compie 10 anni: un traguardo importante per il primo e unico festival italiano sul turismo responsabile.   Sarà Bologna ad ospitare i primi, interessantissimi appuntamenti che si terranno dal dal 25 maggio al 4 giugno. A seguire, ben 13 territori in tutta Italia si passeranno il testimone in una staffetta all’insegna del viaggio inteso come opportunità di conoscenza e scoperta che parte da casa e arriva a casa (“it a cà” in dialetto bolognese signifca “sei a casa?”): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca. Un viaggio responsabile, dove non importa la meta, ma ciò che accade durante il percorso.
Dai Monti Dauni al Parco Nazionale dei monti Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna ai territori del Trentino e del Monferrato per parlare di valorizzazione paesaggistica, mobilità eco, accessibilità universale, rigenerazione urbana, promozione culturale, innovazione green, turismo slow e, tema centrale quest’anno, migrazioni. Centinaia gli appuntamenti sparsi su tutto il territorio italiano, per valorizzare i luoghi e risvegliare una maggiore consapevolezza sociale, ambientale ed economica, attraverso progetti inclusivi e sostenibili di tutela e sviluppo del nostro Paese: mostre, progetti innovativi, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari, trekking, laboratori, geo esplorazioni, degustazioni, presentazioni di libri e proiezioni di film.

L'illustrazione di It.a.cà 2018

Unwto Awards

“Questo è un anno speciale – spiega Pierluigi Musarò, direttore di It.a.cà e professore dell’Università di Bologna, che da anni si batte su temi legati al turismo responsabile –. Siamo stati premiati dall’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo. Una responsabilità per riflettere su cosa siamo e cosa vogliamo diventare. Partiti dal basso 10 anni fa, ci prepariamo a festeggiare questo traguardo con la convinzione di potere trasformare l’incoming in becoming, di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini”.

Delocalizzazione strategica dei flussi turistici

Nel secondo weekend del festival (1-3 giugno) ci si sposterà nei territori dell’Appennino bolognese, snodo nevralgico e simbolo di unione e collegamento strategico fra comuni limitrofi. Una scelta che rappresenta il main focus di questa edizione: la delocalizzazione strategica dei flussi turistici. Non solo appuntamenti in città, dunque, ma anche nei territori marginali e nelle aree interne, per proporre soluzioni di sviluppo strategiche e sostenibili: cultura, progettualità, riflessioni sulle eccellenze paesaggistiche, identità storiche da valorizzare e momenti di formazione per la creazione di imprese integrate, atte ad accogliere nuove professionalità e promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile in loco. Per gli amanti del trekking e dei viaggi low, non mancheranno gli itinerari a piedi e a pedali, dentro e fuori porta. Percorsi liberi e inesplorati alla scoperta di un tramonto, di una città invisibile, di scorci segreti e passeggiate notturne: free walking per cittadini e turisti.

Migrazioni

Tanti gli appuntamenti dedicati ai temi legati al fenomeno migratorio, tra cui l’evento di apertura e quello di chiusura. Venerdì 25 maggio alle 18 alle Serre dei Giardini Margherita, “Migrantour si presenta. Immigrati, nuovi cittadini o guide turistiche?” – il progetto che prevede che le passeggiate alla scoperta delle nostre città siano guidate da cittadini di origine straniera – e la sua declinazione bolognese “Corridoi in città” gestita da Sprar Città Metropolitana di Bologna. Chiude la prima giornata di incontri la proiezione di “Human Flow” di Ai Waiwei, documentario realizzato in 22 Paesi attraversati dai flussi migratori. Sempre alle Serre, lunedì 4 giugno alle 21 – evento di chiusura della kermesse – sarà proiettato “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, film sul diritto negato alla mobilità e sui viaggi illegali dalla Libia all’Italia.

It.a.càccessibile

Per l’edizione numero 10, il festival fa anche un regalo alla comunità cittadina, lanciando la piattaforma web It.a.càccessibile: una vera e propria community bolognese del turismo accessibile che propone un ventaglio di temi di confronto e appuntamenti fruibili, legati alla disabilità. “Perché It.a.cà. è sì turismo accessibile – continua Musarò –, ma è anche riflessione sulle minoranze, sull’accoglienza ai migranti, sui diritti umani e sull’inclusività”.

Il contest “Accessibilità universale”

“La soddisfazione più grande è la compartecipazione attiva a una filosofia del viaggio sostenibile che è sempre più condivisa – afferma Sonia Bregoli, co-direttrice del festival –. Lo dimostrano le proposte di intervento che riceviamo da tutta Italia, l’attenzione dei moltissimi utenti che frequentano e interagiscono con noi, l’entusiasmo dei tanti partecipanti ai nostri contest”. Bregoli anche quest’anno ha coordinato il contest “Accessibilità universale”, un concorso rivolto a viaggiatori, turisti, migranti, artisti, fotografi, studenti ai quali era stato chiesto di raccontare in immagini la propria visione del tema. Vincitrice, Eliana Albertini, premiata per avere inquadrato al meglio il tema dell’accessibilità come possibilità per tutti di viaggiare, prendere un mezzo, muoversi in libertà con i proprio animali, magari perfino di raggiungere lo spazio. La sua illustrazione è stata scelta come immagine rappresentativa di questa decima edizione.

Adotta un turista e “#UNITurisBO”

Tra i tanti contest, grande successo anche per la call “Adotta un turista”, ideata con Ecobnb per condividere esperienze, luoghi, racconti, cibo, passioni in modo sostenibile e originale e per il contest “#UNITurisBO – Turisti non per studio” in collaborazione con l’Università di Bologna e la Destinazione turistica Bologna metropolitana: obiettivo, raccontare attraverso la fotografia il ruolo dell’Università di Bologna come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale. Attraverso le foto, i partecipanti al challenge erano chiamati a immortalare “scene da turista” all’Università, tra sedi storiche e feste di laurea, tra studenti di ogni nazionalità e culture che si intrecciano per le strade universitarie. In palio per i vincitori, soggiorni green e weekend slow che saranno consegnati durante il festival.

Da segnalare

  • “Slow & Cultural. Innovazione, sostenibilità e accessibilità del turismo contemporaneo”, Aula Prodi, Dipartimento di Storie Culture Civiltà, piazza San Giovanni in Monte, mercoledì 30 maggio ore 9. L’incontro, realizzato in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è rivolto a studenti e docenti, ma anche a tutte le persone interessate al tema del turismo slow e degli itinerari (a piedi, culturali, religiosi, urbani, sensoriali). Obiettivo, offrire un punto di vista multidisciplinare su un tema non solo innovativo nell’ambito degli studi turistici, ma anche di grande rilevanza per la tutela del nostro patrimonio naturale e culturale. L’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, infatti, impone una riflessione sul ruolo di primo piano che i beni culturali – nella loro concezione più ampia, tangibili e intangibili – rivestono per il turismo, un fenomeno economico e globale che proprio da questo capitale trae nutrimento e si sostanzia. In questa occasione sarà presentato Tourer, il nuovo portare del MiBACT che permette di visualizzare da pc o sul proprio smartphone la rete escursionistica e i cammini che attraversano l’Emilia-Romagna, scoprendo i beni presenti sul percorso o poco distanti da esso e creare itinerari sulla base dei propri interessi culturali e delle modalità di viaggio preferite.
  • “Oltre l’integrazione. Pratiche innovative di ospitalità e welfare interculturale”, auditorium Damslab, Piazzetta Pier Paolo Pasolini, giovedì 31 maggio ore 9. Al centro della giornata, il progetto Salus Space, vincitore del primo bando europeo del Programma Uia (Urban innovative actions), scelto con altri 17 tra i 378 proposti. Tra le linee guida di Salus Space, inclusione sociale di migranti e rifugiati, povertà urbana, transizione energetica, sviluppo di nuovi posti di lavoro. L’obiettivo generale del progetto, della durata di 3 anni, è l’inserimento nel contesto locale di un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato. “Durante la giornata affronteremo anche il rapporto ospitalità turistica e accoglienza innovativa – continua Musarò –. Ci sono diverse esperienze, infatti, che coniugano questi temi: ostelli gestiti da richiedenti asilo, per esempio. O ancora, ostelli che mettono a disposizione la metà delle loro camere ai turisti e l’altra metà all’accoglienza di migranti”, come è successo, per esempio, in una struttura di Ferrara: un piano per i migranti, un piano per i turisti, in una pacifica convivenza.

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