Caso Diamanti: incontro tra BPM e Confconsumatori

A fronte delle proposte di Banco BPM Confconsumatori ha ribadito la mancanza di trasparenza e la richiesta di rimborso integrale

Si è svolto il 18 luglio scorso l’atteso incontro, presso la sede milanese di Banco BPM Spa, tra l’istituto di credito coinvolto nella vicenda diamanti da investimento e Confconsumatori. Nei giorni scorsi l’associazione aveva lamentato il comportamento discriminatorio adottato dalla banca.

Banco BPM, nell’esprimere la propria posizione in merito alle numerose richieste di rimborso avanzate da Confconsumatori fin dal novembre 2017, ha manifestato la propria intenzione di lasciare la proprietà delle pietre in capo ai rispettivi proprietari-risparmiatori, offrendo a ciascuno di essi un rimborso-base del 30% del capitale investito, a cui si potrà aggiungere una successiva percentuale da valutarsi singolarmente, per ogni specifico caso.

Confconsumatori ha evidenziato innanzitutto la mancanza di trasparenza nell’operato di Banco BPM Spa, che avrebbe dovuto convocare tutte le associazioni di consumatori in contemporanea, comunicare i propri intendimenti e i criteri di rimborso, anche per non alimentare il sospetto che trattative separate possano dare luogo a trattamenti differenziati dei cittadini.

Confconsumatori ha ribadito in ogni caso la richiesta di rimborso integrale del capitale investito, così come avviene per i clienti di Unicredit e di Intesa Sanpaolo, pur rappresentando la propria disponibilità a valutare le singole proposte in contraddittorio con Banco BPM Spa, qualora i risparmiatori vogliano tentare la conciliazione proposta, liberi di proseguire nelle azioni legali già intraprese nel caso che la proposta di BPM risulti per loro insoddisfacente.

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