Etichette obbligatorie sugli alimenti preconfezionati, arrivano le sanzioni

Etichette obbligatorie sugli alimenti preconfezionati, arrivano le sanzioni

Dal 9 maggio è in vigore il decreto che stabilisce le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo di informare, nell'etichetta degli alimenti preconfezionati, su ingredienti, allergeni, conservazione, scadenza, congelamento e sulle dichiarazioni nutrizionali

Dal 9 maggio è in vigore il decreto che stabilisce le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo di informare, nell’etichetta degli alimenti preconfezionati, su ingredienti, allergeni, conservazione, scadenza, congelamento e sulle dichiarazioni nutrizionali.

Per esempio, in caso di mancata indicazione degli allergeni, è prevista una sanzione da 5.000 a 40.000 euro. La sanzione da 3.000 a 24.000 euro può colpire chi manca di fornire una o più delle altre indicazioni obbligatorie, come la denominazione dell’alimento, la lista degli ingredienti e additivi, il “quid” (l’ingrediente evidenziato in etichetta), la data di scadenza, il luogo di provenienza se prescritto, ecc.

Il decreto legislativo n. 231, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2018, era stato approvato il 15 dicembre 2017, quasi tre anni dopo l’entrata in vigore delle disposizioni dell’Unione europea sull’informazione da fornire ai consumatori riguardo i prodotti alimentari preconfezionati. Le informazioni devono essere fornite secondo i criteri stabiliti dal Regolamento Ue 1169/2011 e dal Regolamento Ue 1924/2006 sulle etichette nutrizionali.

In base alle normative europee, si considera alimento preconfezionato o preimballato “l’unità di vendita destinata a essere presentata come tale al consumatore finale e alle collettività, costituita da un alimento e dall’imballaggio in cui è stato confezionato prima di essere messo in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l’imballaggio”. La definizione “non comprende gli alimenti imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta”, come, per esempio, il cono di gelato artigianale o una bevanda servita mediante spillatura (in questi casi le informazioni devono essere riportate su un cartello posto sul contenitore o l’impianto di erogazione).

L’etichetta nutrizionale “rappresenta anche una grande opportunità”, sostiene Unioncamere Emilia-Romagna, “in particolare per la valorizzazione del lavoro di una moltitudine di artigiani del cibo che con l’utilizzo di ingredienti locali hanno mantenuto in vita le tradizioni gastronomiche dei nostri territori, tradizioni che hanno originato una varietà di prodotti che solo il nostro paese può vantare”.

Per aiutare le imprese a rispettare gli obblighi di legge Unioncamere regionale e le Camere di commercio dell’Emilia-Romagna hanno realizzato un servizio a pagamento. Si chiama Food Label Check e permette di compilare e stampare bozze di etichette per la vendita preconfezionata, sfusa e online nel settore gastronomico. L’applicazione, spiega Unioncamere, “elabora per ogni combinazione di ingredienti, semilavorati, additivi, quantità e perdite di lavorazione, un prototipo aggiornato di etichetta con: lista degli ingredienti; indicazione degli allergeni; possibilità di evidenziare la percentuale di quantità di un singolo ingrediente rispetto al peso complessivo del prodotto (quid); dichiarazione nutrizionale; una indicazione automatica di claim nutrizionali utilizzabili; tre diversi formati stampabili in pdf; versione bilingue (italiano e tedesco)”.

Photo credit: ElisaRivaPixabay

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