Tutor, la Corte di Appello: “Va rimosso, brevetto copiato”

Tutor, la Corte di Appello: “Va rimosso, brevetto copiato”

Autostrade per l’Italia ricorrerà in Cassazione, ma intanto sostituirà il dispositivo con un sistema diverso da quello attuale

Rimuovere i tutor dalla rete autostradale. È quanto ha disposto la Corte d’appello di Roma, secondo cui la Società Autostrade per l’Italia ha copiato il brevetto della Craft, la ditta di Greve in Chianti (Firenze) che ha avviato la causa nel 2006. La sentenza ha riconosciuto la violazione del brevetto e ordinato la rimozione e la distruzione delle attrezzature esistenti. Ha poi previsto un sanzione civile in favore della Craft, pari a 500 euro, per ogni giorno di ritardo nell’osservanza della sentenza.

“Il sistema di sorveglianza del traffico autostradale denominato Tutor o anche Safety Tutor installato da Autostrade per l’Italia sulla rete gestita in concessione – si legge nel dispositivo della Corte –, costituisce contraffazione del brevetto nazionale d’invenzione N IT 01.310.318, di cui è titolare la Craft”.

Immediata la replica di Autostrade per l’Italia: il tutor non verrà rimosso dalla rete autostradale, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale. La sentenza, inoltre, sarà impugnata presso la Corte di Cassazione da Autostrade per l’Italia, “le cui ragioni sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio”.

Secondo la Polizia stradale, che ha espresso “gratitudine” ad Autostrade per l’Italia per la decisione di non rimuovere il dispositivo dopo la sentenza della Corte d’Appello di Roma, il tutor rappresenta “uno dei migliori strumenti per garantire la sicurezza stradale e l’incolumità dei conducenti”. “È la concreta testimonianza – continua la Stradale – di quanto la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime per incidente stia a cuore alla concessionaria autostradale”.

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