Vacanze, dall’1 luglio nuove regole per viaggiatori e operatori turistici

Vacanze, dall’1 luglio nuove regole per viaggiatori e operatori turistici

Entra in vigore anche in Italia la direttiva europea relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, che garantisce i diritti dei consumatori per i viaggi “tutto compreso”

Entrerà in vigore il prossimo 1 luglio la direttiva europea relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, che l’Italia ha recepito lo scorso maggio. Obiettivo, armonizzare le legislazioni degli Stati membri e garantire i diritti dei consumatori turisti. Questa direttiva – 2015/2032 – abroga quella a cui si è fatto riferimento sino a oggi, vale a dire la 90/314/CEE del Consiglio Europeo del 13 giugno 1990 che “concerne i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso”. “È una direttiva di armonizzazione massima – spiega Riccardo Campione, docente di Diritto Privato dell’Università di Bologna –. Significa che gli Stati membri devono applicare le norme contenute nella direttiva e non possono andare oltre. Anche se l’Italia volesse garantire vantaggi maggiori al turista, non potrebbe: il nostro legislatore non potrebbe, infatti, spingersi oltre”.

Vediamo insieme alcune delle novità introdotte dalla direttiva.

Internet e i pacchetti personalizzati. Dal 1990 a oggi, il mondo del turismo è cambiato radicalmente: basti pensare alle prenotazioni online, che nel 1990 ancora non esistevano mentre ora rappresentano la stragrande maggioranza; si pensi a come i servizi turistici, che a lungo sono stati combinati nella forma di tradizionali pacchetti preconfezionati, sono oggi sempre più spesso personalizzati (combinati prima del contatto con il viaggiatore, su sua richiesta oppure in base a una selezione del viaggiatore stesso). Molte di queste combinazioni si trovano giuridicamente in una “zona grigia” o non rientrano affatto nell’ambito dell’applicazione della direttiva del 1990. La 2015/2032 intende estendere la disciplina dei pacchetti di viaggio tenendo conto di questi sviluppi, aumentando la trasparenza e rafforzando la certezza giuridica sia per i viaggiatori, sia per i professionisti (agenti di viaggio e tour operator). “Aumentano i diritti e gli obblighi informativi. Questa direttiva – continua Campione –, tiene conto dei cambiamenti del mercato, incluse le nuove forme attraverso le quali i contratti del turismo organizzato sono perfezionati. Lo fa anche recependo la giurisprudenza di questi anni. Adegua le normative all’attualità, ammodernandole”.

Facilitare gli scambi tra Stati membri. Come sottolinea l’Unione europea nelle considerazioni iniziali, le disparità delle norme che tutelano i viaggiatori nei vari Stati membri disincentivano l’acquisto di pacchetti e servizi turistici collegati in un altro Stato membro e, analogamente, scoraggiano organizzatori e venditori in un Paese Ue dal vendere tali servizi in un altro Paese Ue. “Per consentire a viaggiatori e professionisti di beneficiare appieno del mercato interno – spiega la Ue –, assicurando un elevato livello di protezione dei consumatori in tutta l’Unione, è necessario ravvicinare ulteriormente le legislazioni degli Stati membri relative ai pacchetti e ai servizi turistici collegati”.

Consumatori o viaggiatori? La direttiva, per la prima volta, equipara i diritti di consumatori e rappresentanti di piccole imprese o liberi professionisti che prenotano viaggi legati alla loro attività commerciale o professionale tramite gli stessi canali usati dai consumatori. Per questo, è specificato che le persone protette dal documento saranno definite “viaggiatori”.

Pacchetti e servizi turistici collegati. La direttiva distingue tra pacchetti e servizi turistici collegati. I pacchetti prevedono diversi tipi di servizi turistici selezionati prima che il viaggiatore acconsenta al pagamento, acquistati per un’unica vacanza presso un unico punto vendita, venduti o fatturati a un prezzo globale. Si parla, invece, di servizi turistici collegati quando professionisti online o tradizionali agevolano l’acquisto di servizi turistici portando i viaggiatori a concludere contratti con diversi fornitori. Non solo: i servizi turistici collegati dovrebbero essere distinti dai servizi turistici che i viaggiatori prenotano in modo indipendente, spesso in momenti diversi, sia pure per lo stesso viaggio o la stessa vacanza. L’alloggio, il trasporto, il noleggio di veicoli o motocicli, i pasti, l’accesso alle strutture di un albergo (piscina, sauna, palestra) sono servizi collegati. L’accesso a concerti, visite guidate, noleggio di attrezzature sportive nella maggior parte di casi non rientrano tra i servizi collegato. I professionisti devono specificare se quello che stanno vendendo è un pacchetto o un servizio turistico collegato e fornire informazioni sul livello di protezione corrispondente.

Risoluzione senza spese. I viaggiatori possono risolvere il contratto in qualunque momento prima dell’inizio del pacchetto, dietro pagamento di adeguate spese per la riassegnazione dei servizi turistici. Non dovrà, invece, corrispondere spese in caso di risoluzione dovuta a circostanze inevitabili e straordinarie: conflitti armati, gravi problemi di sicurezza legati al terrorismo, rischi significativi per la salute, come il focolaio di una grave malattia nel luogo di destinazione del viaggio o calamità naturali come inondazioni, terremoti o condizioni meteorologiche che impediscono di viaggiare in modo sicuro.

Modifiche al pacchetto e aumenti di prezzo. La direttiva autorizza gli organizzatori ad apportare modifiche al contratto di pacchetto turistico: in questi casi, però, i viaggiatori avranno il diritto di risolvere il contratto se le modifiche proposte dovessero cambiare in maniera sostanziale una qualunque delle caratteristiche principali dei servizi turistici, come gli orari di partenza o arrivo. Quanto agli aumenti di prezzo, saranno possibili solo in caso di una modifica del costo del carburante o di altre fonti di energia per il trasporto dei passeggeri, delle tasse o dei diritti imposti da terzi non direttamente coinvolti nell’esecuzione dei servizi turistici compresi nel pacchetto o dei tassi di cambio pertinenti per il pacchetto, e solo se il contratto prevede espressamente questa possibilità. Se l’organizzatore propone un aumento del prezzo superiore all’8% del prezzo totale (comunque entro 20 giorno dall’inizio del pacchetto), il viaggiatore sarà autorizzato a risolvere il contratto senza corrispondere spese di risoluzione.

In caso di difformità. Nel caso in cui una parte significativa dei servizi turistici inclusi non possa essere prestata, il viaggiatore deve poter godere di servizi alternativi adeguati. Se ciò non avviene, il viaggiatore potrebbe muoversi in autonomia e chiedere il rimborso. Per esempio, se l’autobus fornito dall’organizzatore è in ritardo e il viaggiatore è costretto a prendere un taxi per non perdere il volo, gli dovrà essere riconosciuta una riduzione del prezzo, la facoltà di risolvere il contratto e/o il risarcimento dei danni, che dovrebbe coprire anche i danni morali, come il risarcimento per la perdita in termini di godimento del viaggio o della vacanza. “Questa direttiva conferma la risarcibilità del danno da vacanza rovinata, già sancito dalla Corte di Giustizia europea all’inizio degli anni 2000. Una famiglia svizzera andò in vacanza in un villaggio in Turchia e contrasse la salmonellosi. I turisti chiesero e ottennero il risarcimento di tutti i danni patiti a causa dell’inadempimento dell’organizzatore, inclusi quelli per ‘loss of enjoyment’, ovvero per non essersi divertiti”, precisa Campione. Il viaggiatore, da parte sua, deve informare l’organizzatore il prima possibile: una sua inadempienza in tal senso può essere presa in considerazione in sede di determinazione della riduzione del prezzo o del risarcimento danni appropriati nel caso in cui una comunicazione avrebbe evitato o ridotto il danno. “Questa direttiva – sottolinea il docente –, amplia il diritto di recesso. Nel 2011 una direttiva europea ha stabilito che per recedere da un acquisto online il consumatore ha due settimane di tempo. La 2015/2032 recepisce tale indicazione, fissando  in 14 giorni il lasso di tempo per recedere anche nel caso di acquisto a distanza di  pacchetti turistici”.

Obbligo di assistenza. L’organizzatore deve prestare adeguata e immediata assistenza al viaggiatore in difficoltà. Come? In primis, fornendo le opportune informazioni riguardo ai servizi sanitari, alle autorità locali e all’assistenza consolare e assistendo il viaggiatore nell’effettuare comunicazioni a distanza e aiutandolo a trovare servizi turistici alternativi. Per queste attività può chiedere il pagamento di un costo ragionevole se il problema è causato intenzionalmente dal viaggiatore o per colpa sua: questo costo, comunque, non può superare le spese effettivamente sostenute dall’organizzatore.

In Italia quando potremo valutare i primi effettivi di questa direttiva? “Per dare una valutazione il più possibile completa, sarà anzitutto necessario attendere che gli operatori pratici – agenzie e tour operators – si adeguino ad essa e poi che le previsioni della stessa direttiva siano interpretate e applicate dalla giurisprudenza. Possiamo comunque affermare che gli operatori turistici dovranno fare il massimo sforzo per far sì che le regole compendiate nella nuova normativa siano applicate in modo chiaro e diano luogo al minor numero di controversie”.

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